I nostri percorsi cicloturistici sono studiati per offrire itinerari adatti a tutti: dalle famiglie che cercano escursioni tranquille, agli appassionati di bike che desiderano percorsi più impegnativi, fino agli amanti del turismo lento che vogliono vivere la Puglia in profondità.
Ogni itinerario include dettagli su chilometraggio, difficoltà, punti di interesse culturale e naturalistico, e per molti percorsi sono disponibili mappe GPX e cartine interattive, pronte per essere utilizzate in bicicletta.

Tour dei Castelli della Provincia di Brindisi: storia, panorami e tradizioni
La provincia di Brindisi custodisce un ricco patrimonio di castelli, fortezze e mura medievali, testimoni di secoli di storia, dominazioni e strategie difensive. Questo itinerario ti guida tra le torri e le mura più suggestive, offrendo panorami unici, storie leggendarie e l’opportunità di scoprire l’anima autentica della Puglia.
Itinerario suggerito
Distanza complessiva stimata: 120–140 km
Durata consigliata: giornata intera
Livello: facile / medio, adatto a tutti
Tappa 1 – Castello Svevo (Brindisi)
Cosa vedere: voluto da Federico II nel 1227, successivamente modificato sotto Carlo V, ospita oggi il Comando della Brigata Marina San Marco.
Perché andare: simbolo di Brindisi, rappresenta secoli di storia militare e architettonica.
Info utili: prenotazione visita qui.
Tappa 2 – Castello Dentice di Frasso (Carovigno)
Cosa vedere: castello normanno del XII secolo, a pianta triangolare con torri di diverse forme.
Curiosità: dalle torri si domina l’intera costa tra Torre Canne e Brindisi.
Info utili: dettagli su castellodicarovigno.it.
Tappa 3 – Ostuni
Cosa vedere: mura medievali con caratteristiche case bianche in calce.
Storia: ricostruite dagli Angioini nel ‘300 e rimaneggiate dagli Aragonesi, inglobano abitazioni private.
Perché andare: un borgo pittoresco dove storia e architettura convivono armoniosamente.
Tappa 4 – Cisternino
Cosa vedere: mura medievali integrate nelle strutture abitative, Torre Capece, Porta Grande e Porta Piccènne.
Perché andare: per scoprire l’evoluzione urbana di un borgo storico immerso nei trulli e nei muretti a secco.
Tappa 5 – Ceglie Messapica
Cosa vedere: Castello Ducale medievale con torre normanna e torre quadrata.
Curiosità: il pozzo decorato serviva agli abitanti nei periodi di siccità.
Perché andare: atmosfera autentica tra storia e architettura tipica della Valle d’Itria.
Tappa 6 – Francavilla Fontana (Palazzo Imperiali)
Cosa vedere: palazzo signorile nato da fortificazioni medievali.
Storia: rimaneggiato da Giovanni Antonio del Balzo Orsini e successivamente dai marchesi Imperiali.
Perché andare: sede del Museo Archeologico con reperti storici locali.
Tappa 7 – Oria (Castello Svevo)
Cosa vedere: castello medievale trasformato da Federico II.
Curiosità: ospita ogni anno il “Torneo dei Rioni” in estate.
Perché andare: per immergersi nell’epoca sveva tra torri e bastioni.
Tappa 8 – Latiano (Palazzo Imperiali / Castello)
Cosa vedere: castello medievale rimaneggiato più volte, oggi sede della biblioteca comunale.
Perché andare: scopri la storia della Foresta Oritana e dei casali medievali.
Tappa 9 – Mesagne (Castello e Museo Archeologico Ugo Granafei)
Cosa vedere: Castello Normanno-Svevo, poi trasformato nel XVI secolo; museo con reperti messapici, romani e medievali.
Perché andare: Mesagne è chiamata “città del cuore” per la forma del suo centro storico.
Tappa 10 – Castello Alfonsino (Isola di Sant’Andrea)
Cosa vedere: complesso fortificato voluto da Filippo II di Spagna, con il Forte a Mare e il portale d’ingresso.
Curiosità: la diga collega l’isola alla sponda ovest e protegge l’imboccatura del porto.
Perché andare: uno dei castelli più scenografici sul mare Adriatico, ideale per foto e panorami.
Consigli per il tour
Durata consigliata: giornata intera con soste fotografiche e visite
Modalità: bici elettrica, auto o tour guidato
Cosa portare: scarpe comode, acqua, macchina fotografica
Periodo ideale: primavera, estate non afosa, autunno

In bici tra Bosco Preti e il Tempietto di San Miserino
Un percorso cicloturistico tra natura e storia
Il territorio di Brindisi offre numerose possibilità per escursioni in bicicletta. Uno dei percorsi più suggestivi è un anello di circa 50 km che parte dalla città, attraversa strade di campagna e conduce fino al Tempietto di San Miserino, passando per Bosco Preti. Il percorso è adatto a tutti, con pochi tratti di fondo naturale percorribili facilmente da qualsiasi bicicletta, eccetto quelle da corsa.
Bosco Preti: un angolo di natura
Bosco Preti è ciò che resta di un’antica foresta di sughere, originariamente estesa per circa 16 ettari, oggi ridotta a un nucleo di due ettari. La zona, insieme ad altri boschi residuali come quelli di Santa Teresa, Lucci e Colemi, rappresenta un rifugio per numerose specie animali e piante di interesse comunitario. Per questa ragione, l’area è stata inserita nei Siti di Importanza Comunitaria (SIC). Pedalando tra gli alberi secolari e la campagna pugliese si può godere di un contatto diretto con la natura e di scorci suggestivi, perfetti per foto e soste rigeneranti.
Il Tempietto di San Miserino: storia e fascino
Il Tempietto di San Miserino è uno dei luoghi di culto paleocristiano più antichi del Salento, risalente al IV secolo. La costruzione ha pianta ottagonale, coperta da una cupola sorretta da pilastri con capitelli decorati da foglie d’acanto risalenti al VI secolo. Nei quattro vani angolari si aprono nicchie e all’esterno si conservano ancora tracce di avancorpi originari.
Il pavimento era originariamente ricoperto da un mosaico bicromo bianco/nero e le absidi e la cupola presentano resti di pitture murali, indizio che l’intera struttura fosse affrescata. In origine, l’edificio, realizzato in opus caementicium, probabilmente fungeva da ninfeo o ambiente termale, poi trasformato in luogo di culto cristiano in epoca tardoantica.
Dichiarato bene culturale nel 1995, il tempietto è stato acquisito dallo Stato nel 1997 e parzialmente restaurato, ma conserva ancora evidenti segni del tempo, che ne aumentano il fascino e il senso di storia millenaria.
Perché percorrerlo in bici
Questo itinerario è perfetto per chi cerca un’esperienza di cicloturismo lento, combinando sport, natura e archeologia. Pedalando tra boschi antichi e campagne pugliesi, concludendo la giornata al Tempietto di San Miserino, il percorso offre uno sguardo unico sulla storia e la spiritualità del Salento.
Distanza: circa 50 km
Difficoltà: facile, adatto a tutti
Tipologia: strade secondarie e tratti di fondo naturale
Punti di interesse: Brindisi, Bosco Preti, Tempietto di San Miserino, Siti di Importanza Comunitaria

Litoranea Adriatica: alla scoperta del Bosco di Rauccio e delle Macchie dei Rizzi
Un percorso tra mare, storia e natura
Partendo da Brindisi, lungo la storica Francigena che conduce all’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, il percorso cicloturistico prosegue verso il Bosco di Rauccio, uno dei luoghi naturali più affascinanti del Salento.
Un tempo, questa vasta area boschiva si estendeva dall’Adriatico fino a Otranto. Nel XV secolo, durante le incursioni dei Turchi, gran parte della popolazione abbandonò la zona e la vegetazione fu in gran parte distrutta. Oggi rimane un fitto lecceto, testimonianza residua della leggendaria “Foresta di Lecce”, circondato da stagni retrodunali e risorgive carsiche.
Vicino al bosco scorre l’Idume, uno dei corsi d’acqua più importanti del Salento, che sfocia nella zona umida della Marina di Torre Chianca, conosciuta come le Macchie dei Rizzi. Qui la natura offre uno spettacolo straordinario: vegetazione spontanea, uccelli migratori, anfibi e piccoli mammiferi convivono in armonia, creando un paesaggio mozzafiato per ciclisti e appassionati di natura.
Il percorso
Partenza: Brindisi, Francigena
Prima tappa: Abbazia di Santa Maria di Cerrate, sosta breve per ammirare il complesso monastico e i suoi giardini storici
Seconda tappa: Bosco di Rauccio, passeggiata tra lecci e macchia mediterranea
Terza tappa: Macchie dei Rizzi e stagni retrodunali della Marina di Torre Chianca, osservazione della fauna e della flora locali
Arrivo: Lecce, con possibilità di rientro in treno a Brindisi o proseguimento verso Otranto
Distanza indicativa: 50–60 km
Difficoltà: media, adatto anche a cicloturisti non esperti ma allenati
Consigli per il viaggio
Indossare abbigliamento comodo e scarpe adatte al ciclismo
Portare acqua e protezione solare, specialmente nei mesi estivi
Binocolo consigliato per osservare uccelli e fauna delle zone umide
Rispettare l’ambiente: seguire i sentieri e non disturbare la flora e la fauna
Perché scegliere questo itinerario
Questo percorso è ideale per chi desidera unire la passione per la bici con la scoperta della natura e della storia del Salento. Dalla litoranea Adriatica al bosco mediterraneo, passando per stagni e risorgive, il tour offre panorami mozzafiato, cultura e relax, immersi in un ambiente naturale unico e protetto.

Brindisi e la Valle d’Itria: un percorso ad anello per il turismo lento.
Scopri Brindisi e la Valle d’Itria in bici con un percorso ad anello tra borghi medievali, trulli, siti archeologici e ciclovia dell’Acquedotto Pugliese. Perfetto per un weekend di turismo lento.
Un itinerario per scoprire storia, arte e natura
Questo percorso ad anello parte da Brindisi e si snoda attraverso strade secondarie fino a raggiungere la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, ideale per chi ama il turismo lento e desidera vivere un weekend tra natura, storia e cultura.
Le tappe principali
San Vito dei Normanni
Dalla città si pedala verso San Vito dei Normanni, borgo medievale fondato alla fine del X secolo da una colonia di Slavoni fuggiti dalle persecuzioni saracene. Il territorio, però, è abitato sin dall’età del bronzo, come testimoniano ritrovamenti archeologici di sepolture e capanne ricostruite nel parco archeologico locale.
San Michele Salentino
Proseguendo verso San Michele Salentino si incontrano le case “poetiche”: muri trasformati in pergamene sulle quali si leggono poesie di autori famosi e di scrittori anonimi, in un continuo dialogo tra arte, letteratura e città.
Ceglie Messapica
Si arriva poi a Ceglie Messapica, città di origini antiche, dominata dal Castello Normanno e nota per i suoi trulli tipici della Valle d’Itria. Una sosta in pasticceria permette di assaggiare il famoso biscotto di Ceglie, dolce a base di pasta di mandorle e confettura, perfetto per ricaricare le energie.
Pineta Ulmo e Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese
Dalla Pineta Ulmo si imbocca la ciclovia fino a Contrada Figazzano, un tratto unico aperto al pubblico dell’AQP. Il paesaggio cambia con le stagioni, mostrando la Valle d’Itria in tutta la sua bellezza e consentendo una pedalata immersi nella natura e nella tranquillità.
Locorotondo
Da Figazzano si raggiunge Locorotondo, borgo dal centro storico circolare, ricco di vicoli pittoreschi, chiese antiche e botteghe artigiane. Qui il tempo sembra essersi fermato, e ogni angolo racconta la storia delle tradizioni ancora vive del territorio.
Fasano e Via Traiana
La discesa verso Fasano permette di percorrere la storica Via Traiana, antica strada romana del II sec. a.C. lungo la quale si trovano il Dolmen di Montalbano e l’insediamento rupestre di Lama d’Antico, testimoni millenarie della presenza umana in Puglia.
Rientro a Brindisi
Il percorso termina a Brindisi, ma chi desidera può deviare verso Ostuni o Torre Guaceto prima di completare il tour, aggiungendo ulteriori scorci naturali e culturali.
Dettagli del percorso
Distanza: circa 80 km
Difficoltà: media, ideale per cicloturisti appassionati e famiglie allenate
Punti di interesse: borghi medievali, trulli, siti archeologici, ciclovia AQP, panorami sulla Valle d’Itria
Consigli: portare acqua, protezione solare, abbigliamento comodo; utilizzare bici da turismo o gravel
Perché scegliere questo itinerario
Un tour che unisce storia, natura e cultura, tra borghi autentici, paesaggi della Valle d’Itria e il fascino del centro storico di Brindisi. Perfetto per chi cerca un’esperienza di turismo lento, lontano dai percorsi più battuti, vivendo la Puglia in sella alla propria bicicletta.

In bici al Santuario di Maria Santissima di Belvedere.
Pedala da Brindisi al Santuario di Maria Santissima di Belvedere, un percorso di 60 km tra borghi, strade secondarie e storia religiosa della Puglia. Ideale per cicloturismo e turismo lento.
Un percorso tra storia, leggenda e spiritualità
Tra le mete facilmente raggiungibili in bici da Brindisi, il Santuario di Maria Santissima di Belvedere spicca per la sua suggestiva posizione su un’altura nei pressi di Carovigno. Il percorso si sviluppa per circa 60 km su strade secondarie, con qualche tratto di fondo naturale, ed è adatto a cicloturisti di tutti i livelli.
La leggenda del santuario
Il santuario è stato costruito su due livelli di grotte naturali. Secondo la tradizione, la grotta fu scoperta in modo straordinario: una giovenca vi cadde dall’alto tra i rovi, richiamando l’attenzione del bifolco che accudiva la mandria. Seguendo l’animale, il contadino scoprì la cripta sotterranea con un affresco della Vergine, che sembrava inginocchiata davanti al muggito del bovino. Per celebrare l’evento, il bifolco lanciò in aria un fazzoletto colorato (n’zegna in dialetto), gesto che ancora oggi viene commemorato con una processione il sabato dopo Pasqua, che parte dalla Chiesa Matrice e si snoda fino al piazzale del Santuario insieme a stendardi e congreghe locali.
Storia e arte del Santuario
Nel 1875 il santuario assunse l’aspetto attuale grazie a lavori di restauro e ampliamento. La chiesa superiore conduce, tramite una scalinata, alle grotte sotterranee: la tradizione vuole che per ogni gradino della prima scalinata si reciti una preghiera, simboleggiando la purificazione dell’anima.
Sulla destra si trova una statuetta della Madonna di Finibus Terrae, attribuita a Stefano da Putignano.
Sulla sinistra, un quadro della Madonna di Belvedere accompagna i fedeli nella discesa.
La seconda scalinata, più lunga e stretta, conduce alla cripta inferiore, dove un altare custodisce un dipinto della Vergine con il Bambino, punto centrale di devozione e ammirazione per visitatori e pellegrini.
Fino al XII secolo il santuario era dedicato al culto micaelico, di importazione orientale. È probabile che, come molte altre chiese rupestri della Puglia, la grotta fosse un rifugio dei monaci Basiliani in fuga dalle persecuzioni iconoclaste dell’VIII secolo.
Perché visitarlo in bici
Questo percorso è perfetto per chi desidera combinare sport, natura e spiritualità, esplorando strade secondarie pugliesi, piccoli borghi e panorami suggestivi, vivendo un’esperienza di turismo lento e autentico nel cuore della Puglia.
Distanza: circa 60 km
Difficoltà: facile, adatto a tutti
Tipologia: strada secondaria con brevi tratti di fondo naturale
Punti di interesse: Carovigno, Santuario Maria Santissima di Belvedere, processioni tradizionali, grotte rupestri

Valle d’Itria in bici: tra trulli, borghi e uliveti secolari.
Scopri la Valle d’Itria in bici: un itinerario tra trulli, borghi bianchi, uliveti secolari e sapori tipici pugliesi. Pedala tra Ostuni, Ceglie Messapica, Martina Franca, Alberobello, Locorotondo e Cisternino.
Pedalare nella Valle d’Itria è come attraversare un sogno di pietra e natura, un mosaico di trulli, uliveti secolari e muretti a secco che si intrecciano armoniosamente tra dolci colline e borghi bianchi incastonati sulle alture. Questo itinerario cicloturistico è l’occasione perfetta per scoprire il cuore autentico della Puglia, dove il lavoro dell’uomo ha saputo dialogare con il paesaggio, trasformandolo in una campagna “pianificata come una città”, come scrisse Cesare Brandi.
Il percorso e quando partire
Il tour è mediamente impegnativo ma assolutamente godibile in un weekend per chi ama viaggiare lentamente e assaporare ogni dettaglio.
La primavera e l’autunno sono i momenti ideali. Si parte da Ostuni, facilmente raggiungibile in treno (le bici viaggiano gratis in Puglia), e da lì si inizia un percorso ad anello tra borghi e natura.
Ostuni, la Città Bianca
In cima a una collina, Ostuni accoglie i viaggiatori con il suo centro storico candido e labirintico. Ogni scorcio profuma di storia: dalla basilica tardo gotica con il suo rosone a 24 raggi, alle grotte preistoriche che raccontano storie di donne sepolte con gioielli 27.000 anni fa.
Ceglie Messapica
Antica città messapica e oggi capitale del gusto pugliese. Tra vicoli medievali e case imbiancate a calce, si scoprono il castello ducale, la collegiata e soprattutto… sapori! Il celebre biscotto di Ceglie, ripieno di marmellata di ciliegie o uva, è una delizia da non perdere.
Martina Franca, eleganza barocca e sapori intensi
La città più alta della Valle d’Itria vanta un centro storico raffinato, tra palazzi nobiliari e la splendida Basilica di San Martino. Martina è anche sinonimo di capocollo, salume pregiato affumicato con erbe aromatiche del territorio.
Alberobello, icona UNESCO
Oltre 1.500 trulli punteggiano i rioni Monti e Aja Piccola. Le case coniche, costruite a secco per sfuggire alla tassazione, raccontano storie uniche e sono il simbolo più riconosciuto della Puglia.
Locorotondo, anelli bianchi nel verde
Un borgo circolare fatto di case bianchissime disposte come petali. Pedalare tra le 138 contrade rurali, tra trulli e antichi jazzili, è un’esperienza poetica. Da non perdere il trullo più antico della Puglia in contrada Marziolla, edificato nel 1559.
Cisternino, il balcone sulla valle
Con il suo centro storico intimo e affacci mozzafiato, Cisternino è sinonimo di piacere carnivoro: qui si scelgono le carni direttamente in macelleria e si gustano grigliate al momento. Le famose bombette e gli “gnumeredd” sono vere istituzioni locali.
Perché farlo in bici
Solo sulle due ruote si colgono i profumi delle erbe spontanee, si sente l’altalena delle colline sotto i pedali, si apprezzano i dettagli delle pietre antiche e si vive la libertà di un paesaggio che cambia dietro ogni curva.
Consiglio: non avere fretta. Fermati, esplora, assaggia. Questo viaggio è un’esperienza multisensoriale, un tuffo nella bellezza più autentica della Puglia.

Percorso cicloturistico nel cuore del Salento: da Lecce a Otranto e Santa Maria di Leuca
Scopri il Salento in bicicletta: da Lecce a Supersano, Gallipoli, Santa Maria di Leuca e Otranto. Percorso cicloturistico tra borghi storici, uliveti secolari e panorami mozzafiato.
Scopri il Salento in bicicletta con un itinerario che unisce storia, arte, natura e panorami mozzafiato. Questo percorso cicloturistico attraversa borghi storici, uliveti secolari, coste spettacolari e siti archeologici, perfetto per ciclisti di livello intermedio e appassionati di cultura e paesaggio.
Distanza totale: 275 km (suddivisi in tappe giornaliere)
Difficoltà: media
Durata stimata: 4 giorni
Tipo di percorso: strade secondarie, ciclabili urbane e percorsi panoramici su strada asfaltata
Tappa 1: Da Lecce a Supersano
Distanza: circa 50 km
Descrizione: Partendo da Lecce, la “Firenze del Sud”, si pedala tra uliveti e muretti a secco lungo strade secondarie tranquille. Prima tappa: Soleto, borgo famoso per il maestoso campanile, che secondo la leggenda fu costruito in una sola notte dal Mago Tafuro. Proseguendo verso Galatina, ammirerete la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, gioiello del gotico salentino con affreschi paragonabili a quelli della Basilica di San Francesco d’Assisi. La giornata termina a Supersano, base ideale per esplorazioni successive.
Servizi lungo il percorso: bar e caffè nei borghi, parcheggi bici, punti panoramici per foto.
Tappa 2: Da Supersano a Gallipoli
Distanza: circa 70 km
Descrizione: Si procede verso la costa ionica attraversando i centri di Matino e Alezio. Prima di raggiungere Gallipoli, sosta alla suggestiva Cattedrale di Almifi, una cava di tufo trasformata in sito storico e culturale. Arrivo a Gallipoli, città affacciata sul mare con un centro storico su un’isola collegata da un ponte del XVII secolo e circondata da mura difensive. Rientro a Supersano.
Servizi: ristoranti, bar, aree di sosta panoramiche sul mare.
Tappa 3: Da Supersano a Santa Maria di Leuca
Distanza: circa 75 km
Descrizione: La pedalata prosegue verso Specchia, borgo tra i più belli d’Italia, caratterizzato da strette vie, muretti a secco e antiche scalinate. Si passa poi per Patù, dove visitare le Centopietre, mausoleo messapico e luogo di culto cristiano. Arrivo a Santa Maria di Leuca, all’estremo sud del Tacco d’Italia, famosa per le sue grotte, le scogliere e il Santuario di Finis Terrae, oltre al suggestivo faro visibile fino a 50 km di distanza e alla monumentale fontana a cascata. Rientro a Supersano.
Servizi: punti ristoro, aree panoramiche, parcheggi bici, attrazioni culturali e naturali.
Tappa 4: Da Supersano a Otranto e Lecce
Distanza: circa 80 km
Descrizione: Il percorso segue la costa adriatica, tra menhir e siti archeologici come La Cutura, giardino botanico con oltre 2000 piante grasse e succulente. Si visitano i Massi della Vecchia, massi modellati dal vento e dalla pioggia nel corso dei millenni. Arrivo a Otranto, città più a est d’Italia, famosa per il castello, la cattedrale e le pittoresche vie del centro storico. Si prosegue verso Acaya, borgo fortificato del 1500 con il suo castello, e infine ritorno a Lecce, conclusione del tour.
Servizi: aree di sosta panoramiche, bar, ristoranti e punti culturali lungo il percorso.
Consigli per il percorso cicloturistico
Adatto a ciclisti di livello intermedio e famiglie sportive.
Portare acqua, snack e protezione solare.
Percorso ideale in primavera e autunno per temperature miti.

Percorso cicloturistico Lecce – Porto Selvaggio – Gallipoli: tra borghi fortificati, natura e mare cristallino
Pedala da Lecce a Gallipoli attraversando Copertino, il Parco Naturale di Porto Selvaggio e borghi storici. Un itinerario cicloturistico tra castelli, pinete, calette e mare cristallino del Salento.
Partendo da Lecce, la pedalata ci conduce prima a Copertino, celebre per il suo imponente castello a pianta quadrangolare con quattro bastioni a punta di lancia.
All’interno, la piazza d’armi ospita resti di gallerie normanne e angioine, mentre il mastio sovrasta l’intera struttura. Copertino è anche la città di San Giuseppe da Copertino, noto come il Santo dei Voli, ricordato per il prodigio avvenuto nel 1630 nella chiesa del monastero delle Clarisse.
Proseguendo su strade secondarie e alcuni tratti sterrati, il percorso raggiunge il Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio, un’area protetta caratterizzata da boschi, calette, arenili e scogliere a strapiombo sul mare.
Qui spiccano le torri costiere Torre Uluzzo e Torre dell’Alto, testimoni della storia difensiva della costa salentina. La pineta, creata tra il 1952 e il 1954 dalla Cassa del Mezzogiorno su terrazzamenti, ospita una vegetazione rigogliosa e numerosi esemplari di fauna locale.
La baia di Uluzzo conserva inoltre giacimenti preistorici di rilevanza europea, come le grotte del Cavallo, di Carlo Cosma e di Uluzzo.
La pedalata termina nella splendida Gallipoli, affacciata sul Mar Ionio.
Il borgo antico, situato su una penisola collegata alla terraferma da un sottile lembo di terra, è caratterizzato da torri, mura e baluardi di epoca medievale e rinascimentale.
Tra le principali strutture difensive si trovano la Torre di S. Lucia, il Baluardo delle Anime, il Baluardo di S. Domenico e il Castello di Gallipoli, risalente all’epoca bizantina e rimaneggiato fino al XVI secolo, con quattro torri agli angoli e il “Rivellino” a protezione avanzata. Passeggiando tra le vie lastricate del centro storico, i cicloturisti possono ammirare scorci panoramici sul mare e respirare l’atmosfera unica di questa città storica.
Questo percorso cicloturistico è ideale per chi desidera combinare storia, natura e mare, esplorando borghi fortificati, parchi naturali e coste incontaminate della Puglia. La strada, prevalentemente su strade secondarie e sterrate, è adatta a biciclette gravel, MTB o trekking bike.

Lecce–Otranto tra borghi fortificati, natura e mare cristallino.
Da Lecce ad Otranto tra Acaya, laghi Alimini e borghi fortificati: un itinerario cicloturistico immerso nella storia, nella natura e nel mare del Salento.
Pedalare da Lecce a Otranto significa attraversare alcuni dei luoghi più affascinanti del Salento, dove storia, natura e architetture fortificate convivono da secoli. Il percorso inizia dal capoluogo barocco e, dopo pochi chilometri, conduce alla prima tappa: Acaya, un gioiello del XVI secolo perfettamente conservato.
Acaya: la cittadella fortificata del Salento
Acaya è un borgo unico, progettato dagli architetti Alfonso e Gian Giacomo dell’Acaya su incarico di Carlo V, re di Napoli. L’intero abitato è concepito come una città-fortezza, con una pianta quadrata di 250 metri per lato, rinforzata da quattro bastioni angolari “a punta di lancia”. Lungo la direttrice nord-sud si incontrano il Castello, imponente e scenografico, e il Convento dei Francescani, mentre la piazza centrale ospita la Chiesa Matrice, cuore religioso della comunità.
Tra ulivi, muri a secco e pajare
Lasciato il borgo, il percorso prosegue lungo tranquille strade di campagna incorniciate da muri a secco, ulivi secolari e antiche pajare, le tipiche costruzioni rurali in pietra a secco. In passato offrivano riparo ai contadini durante il lavoro nei campi e, quando di dimensioni maggiori, venivano persino utilizzate come abitazioni temporanee nei periodi agricoli più intensi. Pedalare in questa zona significa immergersi in un paesaggio rurale autentico, dove la natura incontra la storia contadina del Salento.
I Laghi Alimini: un’oasi naturale protetta
Continuando verso la costa si raggiungono i suggestivi Laghi Alimini, una delle aree naturali più preziose del territorio salentino. I due bacini – Alimini Grande, avvolto da pinete e macchia mediterranea, e Alimini Piccolo (detto anche Fontanelle), alimentato da sorgenti di acqua dolce – sono collegati da un canale detto Lu Strittu.
Questa zona è un paradiso per gli amanti della natura: qui crescono specie rare come l’orchidea di palude, la castagna d’acqua e l’erba vescica, una pianta carnivora capace di catturare piccoli organismi acquatici. I laghi ospitano anche numerose specie di uccelli, tra cui folaghe e moriglioni, perfetti per gli appassionati di birdwatching.
Arrivo a Otranto: storia, fascino e mare cristallino
L’ultima tappa del percorso è Otranto, la città più orientale d’Italia, da sempre punto di incontro tra Oriente e Occidente. Le mura fortificate e la Porta Alfonsina introducono al centro storico, un labirinto di strade lastricate, botteghe artigiane e scorci sul mare.
Da Corso Garibaldi, svoltando in via Basilica, si raggiunge la splendida Cattedrale di Santa Maria Annunziata (XI secolo), che custodisce due straordinari tesori:
la Cappella dei Martiri, dove riposano i resti degli 800 otrantini uccisi nel 1480,
il meraviglioso mosaico pavimentale dell’Albero della Vita, un’opera unica che fonde simboli cristiani, riferimenti pagani e rappresentazioni del mondo medievale.
Proseguendo lungo via Cenobio Basiliano si arriva al maestoso Castello Aragonese, costruito tra il 1485 e il 1498. Con la sua pianta pentagonale, le torri cilindriche e il fossato, è uno degli edifici difensivi più imponenti del Mezzogiorno.
Passeggiare per le vie di Otranto significa scoprire un luogo ricco di magia: case bianche, scalinate improvvise, cortili nascosti e affacci spettacolari sul mare rendono ogni angolo una sorpresa. Un finale perfetto per un itinerario cicloturistico che unisce storia, natura e mare cristallino.

Esplora la Grotta del Trullo e Putignano in bici lungo la Ciclovia Adriatica
Scopri la Grotta del Trullo e Putignano in bici lungo la Ciclovia Adriatica. Percorri strade secondarie, ammira stalattiti millenarie e visita il Carnevale più antico d’Europa.
Seguendo il percorso della Ciclovia Adriatica, il territorio pugliese si svela lentamente, offrendo tappe uniche per gli amanti del cicloturismo.
Tra queste, Putignano si distingue non solo per il Carnevale più antico d’Europa, ma anche per la Grotta del Trullo, una meraviglia naturale che incanta con le sue stalattiti e stalagmiti. Questa grotta carsica, accessibile attraverso un caratteristico trullo, è la prima in Puglia ad essere stata resa visitabile, e rappresenta un vero gioiello di bellezza millenaria.
Il percorso verso Putignano si snoda su strade secondarie immerse nella campagna pugliese, offrendo un’esperienza sicura e panoramica per ciclisti di tutti i livelli.
Al termine della visita, il rientro verso la costa può avvenire passando per Polignano a Mare, continuando a seguire strade tranquille che regalano scorci indimenticabili sulla Puglia autentica.

Da Bari a Barletta: La Via dei Borghi Marinari
Pedala lungo la costa adriatica da Bari a Barletta e scopri i borghi marinari più suggestivi della Puglia. Percorso cicloturistico tra mare, storia e natura, perfetto per cicloturisti e famiglie.
Un viaggio tra mare e storia
La Puglia, dal Gargano al Salento e fino al Golfo di Taranto, offre oltre 800 km di costa, un continuo susseguirsi di borghi marinari e città di mare dal fascino unico.
La vicinanza al mare ha segnato profondamente la storia, la cultura e la natura della regione, creando paesaggi spettacolari e tradizioni marinare secolari.
Fin dall’antichità, lungo le coste pugliesi, si svilupparono circuiti di scambio commerciale con Grecia, Oriente, Venezia e porti della Dalmazia. Da questi traffici nacquero città storiche come Bari, Giovinazzo, Bisceglie, Trani e Barletta, oggi celebri per i loro borghi medievali e le architetture storiche affacciate sul mare.
Il percorso cicloturistico
Il percorso della “Via dei Borghi Marinari” si sviluppa principalmente su strade secondarie, tra scorci sul mare, borghi storici e paesaggi naturali mozzafiato.
Note importanti
Alcuni tratti richiedono brevi attraversamenti della Strada Statale Adriatica in attesa della completa realizzazione della Ciclovia Adriatica.
L’attraversamento del Torrente Balice prevede due opzioni:
Seguire il letto del torrente durante la stagione asciutta;
Variante 1: deviare più a monte e rientrare verso la costa tramite strade interne.
Queste piccole criticità non impediscono di godere appieno della bellezza del percorso tra mare, borghi e città storiche.
Consigli per i cicloturisti
Durata suggerita: 2–3 giorni, con soste nei borghi principali.
Modalità: bici da turismo o e-bike.
Cosa portare: casco, borraccia, costume, macchina fotografica.
Periodo ideale: primavera, fine estate e inizio autunno, per godere di clima mite e panorami tranquilli.

Gita tra Monopoli e Ostuni: esplorazione nella Lama degli Ulivi e nel giardino delle farfalle Farfalia
Pedalare tra Monopoli e Ostuni significa immergersi in uno dei paesaggi più affascinanti della Puglia, fatto di ulivi millenari, muretti a secco e sentieri che attraversano una campagna ricca di storia e biodiversità.
In questo scenario prende vita un itinerario che conduce al Giardino Botanico “Lama degli Ulivi”, un luogo di grande interesse naturalistico dove crescono specie mediterranee autoctone e dove la natura si manifesta nella sua forma più autentica.
Il giardino ospita Farfalia, il celebre giardino delle farfalle. Dall’esterno può sembrare una semplice serra, ma oltre i vetri si nasconde un piccolo ecosistema straordinario.
Qui un sentiero circonda una casetta in legno, mentre piante e fiori creano l’habitat ideale per osservare da vicino il ciclo vitale delle farfalle. È proprio in questo ambiente protetto che le farfalle depongono le uova, si trasformano in bruchi, diventano pupe o crisalidi e infine aprono le ali rivelando tutta la loro bellezza.
La gita nelle campagne tra Monopoli e Ostuni rappresenta così un’occasione unica per connettersi con la natura, ammirare la biodiversità locale e vivere un’esperienza autentica in uno dei luoghi più suggestivi della regione. Un itinerario consigliato a cicloturisti, famiglie e appassionati di ambienti naturali incontaminati.
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